Alzheimer: da Israele l’ossigenoterapia per ridurre i sintomi

L’ossigenoterapia, una forma di trattamento già utilizzata per una serie di condizioni, riesce ad alleviare i sintomi associati al danno al tessuto cerebrale nei pazienti con malattia di Alzheimer, un tipo di demenza che distrugge progressivamente la memoria, il pensiero, la capacità di ragionamento e numerose altri funzioni mentali.

La demenza in generale, compreso l’Alzheimer, colpisce oltre 40 milioni di persone in tutto il mondo, secondo un’analisi del 2015 dell’Alzheimer’s Disease International. La causa della malattia è ignota e non esiste una cura conosciuta.

Ma un nuovo studio sui topi condotto dai alcuni scienziati dell’Università di Tel Aviv suggerisce che l’uso dell’ossigenoterapia iperbarica può avere effetti fisiologici positivi sul tessuto cerebrale affetto da Alzheimer.

Il trattamento prevede che i pazienti stiano in una camera dove la pressione dell’aria viene aumentata a due volte quella dell’aria normale, consentendo ai polmoni di raccogliere più ossigeno di quanto sarebbe possibile normalmente. In questa situazione, il sangue può trasportare più ossigeno in tutto il corpo, aiutando a “combattere i batteri e stimolare il rilascio di sostanze chiamate fattori di crescita e cellule staminali, che promuovono la guarigione”, secondo la Mayo Clinic.

Lo studio, condotto dal professor Uri Ashery della Sagol School of Neuroscience della TAU ha previsto il trattamento nella camera dell’ossigeno per un’ora nel corso di 14 giorni. I risultati hanno mostrato una riduzione delle deficienze comportamentali rispetto al gruppo dei topi di controllo, così come la riduzione (del 40%) dei depositi di placca nel cervello e la neuroinfiammazione dello stesso, come riferito dall’Università di Tel Aviv in un comunicato stampa. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Neurobiology of Aging.

Gli scienziati israeliani hanno dimostrato per la prima volta che l’ossigenoterapia iperbarica può effettivamente migliorare la patologia del morbo di Alzheimer e correggere i deficit comportamentali associati alla malattia. Il Prof. Ashery ha definito il trattamento come “rivoluzionario”.

Ronit Shapira, una dottoranda della Facoltà di Scienze della Vita e la principale ricercatrice dello studio, ha affermato che la ricerca porta con sé “serie implicazioni cliniche”.

Il trattamento con ossigeno iperbarico è una terapia ben tollerata e sicura, utilizzata nelle cliniche di tutto il mondo per varie condizioni mediche, inclusi i disturbi neurologici. Anche se sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire e valutare i suoi effetti benefici in varie popolazioni di pazienti affetti da Alzheimer, essa ha un grande potenziale per il trattamento della malattia di Alzheimer.

Gli scienziati stanno attualmente conducendo ulteriori ricerche, ha affermato l’Università.

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