3 invenzioni israeliane che sconfiggeranno i batteri resistenti agli antibiotici

Gli antibiotici sono uno dei modi più efficaci per trattare le infezioni batteriche. Tuttavia, essi sono stati talmente utilizzati che oggi esistono ceppi di superbatteri che riescono a resistere a qualunque farmaco antibiotico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che questa sia una delle maggiori minacce alla salute globale perché la resistenza antimicrobica uccide ogni anno più di 700.000 persone in tutto il mondo.

I ricercatori e gli imprenditori israeliani stanno cercando di analizzare il problema sotto diverse prospettive. Ecco 3 promettenti progressi.

Antibiotici personalizzati

L’SNDA-AST diagnostic system, sviluppato nel laboratorio di ingegneria biomedica della Prof.ssa Shulamit Levenberg Technion di Haifa, consente una rapida e accurata personalizzazione degli antibiotici per ogni paziente.

Il sistema, non ancora commercializzato, analizza rapidamente i batteri isolati da campioni di urina e valuta il loro livello di resistenza a specifici antibiotici. Ciò consente al medico di scegliere immediatamente l’antibiotico più efficace, piuttosto che avviare il trattamento con antibiotici ad ampio spettro, che può causare non solo la resistenza ma anche uccidere i batteri “buoni”.

Distinguere batteri dalle infezioni virali

MeMed di Tirat Carmel ha sviluppato una piattaforma pionieristica che può distinguere i batteri dalle infezioni virali. Questo aiuta i medici ad evitare la prescrizione di antibiotici prima di sapere se l’infezione sia, in realtà, batterica. ImmunoXpert, la prima generazione di questa nuova tecnologia, è in uso nell’Unione Europea, in Svizzera e in Israele.

Colpire direttamente i batteri

Infettare batteri resistenti agli antibiotici con piccoli virus chiamati batteriofagi è da tempo valutata come un’arma potenzialmente efficace.

Una tecnologia innovativa brevettata nel laboratorio dell’Università di Tel Aviv dal Prof. Udi Qimron, facilita la somministrazione di batteriofagi geneticamente modificati verso una vasta gamma di batteri resistenti ai farmaci, rendendoli sensibili agli antibiotici.

Il team ha anche progettato nanoparticelle ibride di diversi batteriofagi, che possono riconoscere nuovi ceppi di batteri.

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